L’ avventura

La Mini Transat

L’origine della Mini Transat risale agli anni ‘70, quando un visionario gentelman inglese di nome Bob Salomon creò una regata transatlantica destinata a degli intrepidi avventurieri con un piccolo budget, ma con la volontà di imbarcarsi in una vera e propria regata oceanica.

Oggigiorno la direzione della corsa è francese, ma lo spirito rimane lo stesso: piccole imbarcazioni, gusto per l’avventura, e molti sacrifici sono gli ingredienti per questa singolare ed emozionante regata transatlantica che parte dalla città francese di La Rochelle e finisce in Martinica, una stupenda isola caraibica.

 

Prima di raggiungere la destinazione finale, la regata fa uno scalo alle Canarie (Las Palmas), dove gli skipper beneficiano di una paio di settimane per riposarsi e riparare eventualmente la loro imbarcazione. La regata è quindi divisa in due tappe ben diverse: una parte più corta (meno di 2 settimane) caratterizzata tipicamente da venti forti e brutto tempo autunnale che va da La Rochelle alle Canarie, ed una seconda parte più lunga (circa 3 settimane) che consiste nella vera e propria traversata oceanica, con condizioni di più stabili e bel tempo.

Il cammino

Per poter competere nella regata, che si svolge ogni due anni, gli skipper devono partecipare a un processo di qualifica, che impone di navigare 1500 miglia nautiche (circa 2700 km) in varie regate organizzate dalla Classe mini 6.50.

Inoltre, sempre nell’ambito della qualifica, gli skipper sono obbligati ad intraprendere una lunga navigazione di 1000 miglia nautiche, lungo un percorso imposto dalla Classe.

Ecco perché prendere parte alla Minitransat è una vera sfida: non solo la regata stessa è molto impegnativa, ma anche il semplice fatto di essere sulla linea di partenza richiede un sacco di sacrifici.

Il mio obiettivo è di partecipare all’edizione 2019, ed utilizzerò le prossime stagioni per prepararmi al meglio.