La Barca

Le barche ammesse a competere alla regata Minitransat sono chiamate Mini 6,50.

I mini 6.50 sono macchine estreme fatte per la regata offshore: lunghe 6,50 metri, larghe 3 metri, un sacco di vele e una cabina singola che offre uno spazio vitale di appena 3-4 metri cubi.

 

I mini non hanno una vera cucina, nessun letto, doccia o wc e mancano di qualsiasi altro comfort a bordo. Sono costruiti con un unico scopo: andare veloce.

La classe 6,50 è divisa in due diverse categorie: barche di serie e prototipi.

Prototipi

Sono le barche più estreme: costruite in materiali esotici, più potenti e tecnicamente complesse. Rappresentano un laboratorio a  grandezza reale dove i progettisti e i costruttori nautici possono testare nuovi concetti e idee. Il rovescio della medaglia è che queste barche sono più fragili e prone a subire a guasti meccanici.

Barche di serie

Sono barche costruite in almeno 10 modelli identici. Le regole applicabili a questa categoria sono più restrittive, quindi le barche sono meno potenti dei prototipi, ma restano comunque delle incredibili macchine da corsa. Un altro vantaggio è che sono più affidabili e facili da mantenere rispetto alle loro “cugine” prototipi.

La mia splendida barca

Per partecipare alla Minitransat del 2019 ho acquistato una barca di serie di seconda generazione: un Ginto. Il Ginto è un modello polivalente, meno potente delle barche di ultima generazione ma comunque una buona barca. Lo scafo del Ginto è stato disegnato dal rinomato architetto francese Seb Magnen, che ha progettato molti Mini di successo, e la barca è stata costruita dal cantiere francese Azimuth.

Non vedo l’ora di passare un po’di tempo con lei!